Zampa di Giaguaro è un indigeno Maya che vive la quotidianità delle sue primordiali condizioni. Sin dall'inizio si comprende che ha una prospettiva di vita piuttosto pacifica, ha un primo figlio e ne aspetta un secondo dalla moglie. Di ritorno da una battuta di caccia, una volta coricatosi, ha una sorta di macabro sogno premonitore. Al risveglio, ha appena il tempo di realizzare che una tribù nemica sta invadendo e saccheggiando il villaggio in cui vive con la propria famiglia; si adopera immediatamente per metterla in salvo, e ci riesce; tuttavia, pur lottando strenuamente, non riesce a salvare se stesso, e viene sottratto alla sua gente come alcuni altri suoi “concittadini”. Viene portato al vertice di un tempio, ma prima di essere sacrificato riesce a fuggire attraverso la giungla e tornare dai suoi. A questo punto scorge qualcosa che non si aspettava: alcune imbarcazioni si avvicinano alle coste della sua terra; gli uomini che le guidano hanno abiti mai visti prima, ma sicuramente poco rassicuranti, al punto che ha la spontanea reazione di nascondersi, e solo allora comprendiamo il significato autentico del titolo della pellicola. Il resto è storia.
Mel Gibson sceglie una civiltà a noi lontana per rappresentare la sua tesi, e viene travolto dalle polemiche. Sceglie di mostrare appieno la violenza all'interno di una civiltà che siamo portati a figurarci come idilliaca, e viene frenato, per quello che è possibile, in ogni cinema d'Europa.
Il film ci racconta un momento particolare della storia del misterioso popolo Maya, spostando continuamente la nostra attenzione dal protagonista in quanto essere umano, mentre si relaziona con l'ambiente che lo circonda (uomini, piante e animali, come uniti in un'unica categoria), ad una visione più ampia dei fatti, in attesa di scoprire chi è quel terzo elemento -che si rivelerà essere la spedizione coloniale spagnola- che abbiamo avuto la sensazione abbia assistito in silenzio a tutta la vicenda accanto a noi. Tralasciando le insinuazioni di razzismo da parte di chi ha troppi scheletri nell'armadio per riuscire a tacere, viene mostrata la debolezza una civiltà corrosa all'interno, in qualche modo già conquistata prima dell'avvento dei conquistatori, nei confronti dei quali non è affatto esclusa la possibilità di biasimo.
(Lorenzo)
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