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domenica 4 febbraio 2007

Biografie Immaginarie

Simone Famularo nacque a Piccola Capri il 21 novembre del 1988. Fin dai primi anni della sua infanzia diede mostra del suo fervore intellettuale fondando, all’età di 10 anni, la società ASPA “Agenti Segreti Per Amore”. Alle scuole medie si iscrisse all’istituto “Ettore Majorana”, intrecciando rapporti con numerose ragazze, ma impegnandosi anche in attività politiche. Trascorse questi anni nel peccato, conducendo vita lussuriosa e accompagnandosi a donne di malaffare. Finalmente arrivarono gli anni del liceo, gli anni più politici della sua vita. All’Aristofane divenne in due anni il più grande leader carismatico di sempre, entrando in contrasto con il preside Salamone. Attività, progetti, scioperi, autogestioni, occupazioni e molto altro colmarono la vita del futuro storico. Fondò il Dissidente, giornale politico-culturale, e fu sempre affiancato da fedeli compagni quali Manzari, Tullia e lo stesso Trecca. Durante l’ultimo anno di studi si ritirò dalla vita politica istituzionale per protestare contro lo strapotere del preside, lasciando l’istituto scolastico nelle mani di folli rappresentanti degli studenti. Per tutti gli anni giovanili sarà presente nel Famularo il sogno della rivoluzione, del sovvertimento dell’ordine sociale e statale. Finito il liceo si iscrisse alla facoltà di storia e contemporaneamente iniziò a scrivere la sua opera più magnificente: “Vite filosofiche”. Sposata Valeria, luce della sua vita fin dagli anni liceali, si ritirò a vita privata dopo aver raggiunto la ricchezza con il suo libro. Considerato un modello di vita da numerosi seguaci e idolatrato da una setta che si ispirò alle sue idee politiche e filosofiche, Famularo morì assassinato da un fanatico fascista all’età di 73 anni, il giorno stesso in cui Washington bombardò la Piazza Rossa, dichiarando guerra alla Russia. Nella sua casa fu trovata la sua ultima opera “dove sbagliò Marx e come il comunismo tornerà al potere”, ancora oggi giudicata la vera bibbia del pensiero comunista. Sottolineò sempre di aver dato via tutta la propria ricchezza e di aver tenuto solamente il necessario a sostentarsi. Scrisse pochi giorni prima di morire: “torno là da dove sono venuto: nell’universo. E agli amici dico di non preoccuparsi. Il vostro Dio è comunista”.

Angelo Trecca nacque a Roma il 2 ottobre del 1987. dopo un’infanzia felice, trascorsa tra gli agii della ricca casa famigliare, si iscrisse al liceo Classico “Orazio”, ma a causa del suo eccentrico carattere fu bocciato al termine del primo anno. Il 2002/2003 fu l’anno della svolta. Trecca si iscrisse all’ “Aristofane” dove avrebbe trascorso gli anni più producenti della sua attività filosofico-letteraria. Alcune testimonianze filologiche, raccolte dallo storico Famularo, parlano di una poesia d’amore recitata in un’aula di lezione durante il secondo anno “con commovente beatitudine rischiarò il grigio cielo dell’esistenza liceale de’ suoi compagni” (da “Vite filosofiche”, Simone Famularo). In questi anni il Trecca divenne una vera autorità della scuola, occupandosi del controllo del servizio d’ordine durante le autogestioni e promuovendo numerose attività e progetti tra cui una campagna di sensibilizzazione ecologica, che si poneva l’obiettivo di convincere il maggior numero possibile di persone a venire a scuola in bicicletta. Famose anche le sue lezioni di vita, espresse tramite aulici aforismi. Memorabile il giorno in cui si rivolse alla Professoressa Vicari, famosa studiosa di glottologia inglese dell’epoca, affermando “Professoressa, perché non andiamo tutti a raccogliere le mele sugli alberi?”. Nelle sue “Vite filosofiche” Famularo ci ricorda, tra l’altro, il Trecca impegnato in una giornata primaverile del terzo anno a donare un sorriso a tutto il liceo, girovagando con una corona di margherite sul capo. Il quarto anno fu quello della conversione e dell’incontro con il vero amore: Maria. Sono gli anni in cui il Trecca non avrà più dubbi sulla felicità dell’esistenza, ma soprattutto in cui matterà a punto la sua filosofia positivo-ottimista, basata sulla forte credenza religiosa. Finiti gli studi si dedicò alla ricerca di Dio, divenendo la più grande autorità teologica della storia. Morì nel 2077 all’età di 90 anni mentre riceveva in visita alcuni suoi ex-compagni di studi. Sembra che la sua ultima frase sia stata “Per arrivare alla sorgente bisogna andare contro corrente”.

(Piero)

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